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Staffetta di scrittura creativa

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Oggi ricevo per posta questo bellissimo libro scritto dagli alunni di dieci classi elementari dell'italia del sud.
Un libro nato da un mio incipit per la staffetta di scrittura creativa.

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Mando a tutti loro un abbraccio virtuale!!!

Visti da lontano - Un diario di lettura dal Sudamerica su autori per ragazzi

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visti da lontano fanuel hanan diaz

Autore: Fanuel Hanàn Dìaz
Editore Interlinea 2015

Dall’incontro tra l’ICWA e un critico di fama internazionale nasce il progetto di un viaggio alla scoperta degli autori della nostra associazione per ragazzi. Il tributo giunge da un osservatorio lontano ed è volto a far apprezzare le opere di autori nazionali oltre i confini d’Italia.

Fanuel Hanan Diaz, noto critico venezuelano,  membro di importanti  giurie internazionali,  racconta gli autori ICWA dal suo osservatorio lontano, con la volontà di conoscere in profondità quella parte della letteratura giovanile italiana che l’associazione rappresenta. E se nella premessa ci sorprende con la rivelazione del fascino che ancora esercitano nel mondo Salgari e De Amicis, la sua  passeggiata letteraria attraverso le opere dei nostri soci delinea le tematiche che attraversano i libri che scriviamo, evidenziandone i punti nodali condivisi, le differenti soluzioni narrative e offrendone un chiaro quadro complessivo.  Un documento a forte vocazione divulgativa, volutamente non accademico e di grande utilità per chi lavora sul campo. Un contributo importante alla promozione delle attività della nostra associazione e - come era nelle intenzioni - intenzionato a generare maggior interesse verso tutta la letteratura italiana per ragazzi fuori dal nostro Paese.
Clicca qui per scaricare il documento in PDF

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Alla FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PER L'INFANZIA di BOLOGNA il 1 aprile ore 14.00 sala vivace verrà presentato questo saggio critico/divulgativo sulla letteratura per l'infanzia italiana e ci sarà anche CLAUDIA FERRAROLI con "Alina ed un cane da accudire" e "TI, Spinetta e i colori del cielo".
VI ASPETTIAMO!!!!!!

A tu per tu con l’Autore

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claudia intervista

Lei scrive per il mondo dell’infanzia. Può raccontarci la Sua?

Sono nata nella periferia nord di Milano. Quando avevo circa due anni i miei genitori hanno deciso di trasferirsi nel paese di montagna dei nonni. Ho vissuto così l’infanzia a giocare nei boschi d’estate e a slittare d’inverno. La fontana del paese era la piscina della mia bambola e conigli, capre e galline protagoniste delle mie giornate e dei miei giochi.

Quali motivazioni l’hanno spinta a lavorare nel sociale?

Un pomeriggio d’autunno, mentre rientravo a casa, ho conosciuto una simpatica vecchina. Camminava a fatica sorreggendosi ad un vecchio bastone. Mi sono offerta di accompagnarla e ho scoperto che viveva in condizioni di estrema povertà. Con l’aiuto di mio padre, mi sono mobilitata per trovarle un’abitazione decorosa, dei vestiti puliti e pasti caldi tutti i giorni. Ne è nata una bella amicizia, che ha superato la barriera delle generazioni e che ha fortemente influito sulla mia crescita e sul mio desiderio poi di lavorare nel sociale. Dopo la laurea infatti, ho lavorato svariati anni come educatrice, principalmente per soggetti con problematiche legate alla tossicodipendenza e all’alcolismo.

Quando ha vissuto la vera “svolta”?

Quando è nato il mio terzo figlio, Leonardo, ho deciso di cambiare vita: la mia grande casa, che si affaccia sul lago di Como, è diventata un familiare bed and breakfast e le esperienze della mia infanzia protagoniste di libri per bambini. Amo più di tutto inventare strumenti di gioco, con funzione educativa. Li sperimento per mesi con i miei figli prima di darli alle stampe.

Altri progetti?

Negli ultimi anni ho scoperto anche la passione per il teatro. Recito in una compagnia teatrale che propone spettacoli per bambini e le loro famiglie. Il ricavato dei nostri spettacoli va a sostegno di progetti sociali.

FONTE:
http://bimed.altervista.org/blog/projects-1/scuola-bimed/scrittura-creativa-home/autori-bimed/galleria-autori-claudia-ferraroli/

La fiaba e il bambino

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di Claudia Ferraroli, pedagogista clinica-autrice di libri gioco e giochi educativi

Per prima cosa definiamo con esattezza cosa è una fiaba: la fiaba è un racconto che ci trasporta lontano dalla realtà quotidiana e narra vicende situate in un mondo immaginario. I protagonisti delle fiabe sono creature umane coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti, gnomi.
E’ probabile che le fiabe, trasmesse un tempo solo oralmente, siano la semplificazione di antichi miti, rielaborati nel tempo dalla fantasia popolare. Per secoli sono state raccontate a grandi e bambini ed hanno costituito un repertorio di saggezza e fantasia. A partire dal diciassettesimo secolo, in seguito all’emergere del pensiero illuminista e razionale, le fiabe sono diventate un intrattenimento principalmente per bambini.

La fiaba presenta una vicenda più ricca ed articolata rispetto alla favola. Gli avvenimenti sono caratterizzati da elementi magici e fantastici, intrecciati ad elementi verosimili. La narrazione di solito inizia da un momento in cui il protagonista subisce un danno o avverte una mancanza. Ci sono poi delle prove da superare, magari con l’aiuto di mezzi magici, infine c’è la sconfitta dell’antagonista ed il lieto epilogo.

Gli eventi presenti in una fiaba si snodano solitamente in quattro momenti:

  1. Il primo momento riporta il luogo, il tempo, i personaggi principali, l’inizio dell’azione
  2. Il secondo momento è dedicato allo svolgimento dell’azione con avventure di ogni genere
  3. La terza fase è quella del momento culminante in cui il soggetto si trova di fronte ad eventi catastrofici
  4. La parte finale, il quarto momento, è caratterizzata dalla vittoria del protagonista sulle avversità

I personaggi solitamente hanno caratteristiche ben definite e a volte in contrasto tra loro (buono/cattivo, sincero/bugiardo). Nelle fiabe più famose troviamo principi, principesse, re, regine, streghe, maghi, il vecchio, la vecchia, la fata, il folletto etc.
Una costante nelle fiabe è il fatto che sia il tempo sia lo spazio sono indefiniti e generici. E’ difficile stabilire in che epoca e quanto duri la vicenda di una fiaba, così come definire l’appartenenza geografica di una storia. Luoghi tipici delle fiabe sono invece castelli, boschi, caverne e fiumi.
La formula iniziale più classica, che segna spesso l’ingresso nello spazio magico della fiaba, è “C’ERA UNA VOLTA”…
Le formule finali invece possono variare e non sempre ci riportano alla realtà, ma un “VISSERO FELICI E CONTENTI…” è il più noto.

Spesso nelle fiabe si trovano delle ripetizioni di episodi simili, questo serviva per favorire la memorizzazione della storia a chi ascoltava. Elementi come: la fortuna che aiuta i più deboli, l’astuzia e l’intelligenza che sconfiggono il male, elementi magici e misteriosi, la lotta tra il bene e il male sono motivi ricorrenti.
Il linguaggio è molto semplice, perché le fiabe sono principalmente indirizzate ai bambini e perché per lo più venivano raccontate oralmente. Per cui si trovano: discorsi diretti, ripetizioni di parole, formule magiche, espressioni popolari, brevi filastrocche. I tempi verbali spesso si trovano al passato remoto o all’imperfetto.

AUTORI FAMOSI DI FIABE

Il francese CHARLES PERRAULT (1628-1703) rielaborò CAPPUCCETTO ROSSO e scrisse IL GATTO CON GLI STIVALI, CENERENTOLA, LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO e altre.
I tedeschi JACOB e WILHELM GRIMM raccolsero, in giro per la Germania, i racconti dalla voce di donne anziane. Presero spunto da questi per scrivere fiabe quali Hansel e Gretel, Il principe ranocchio, Biancaneve e i sette nani.
Il danese HANS CHRISTIAN ANDERSEN ( 1805-1875) scrisse LA SIRENETTA, LA PICCOLA FIAMMIFERAIA, IL SOLDATINO DI PIOMBO.
L’italiano ITALO CALVINO, scrittore moderno, ha raccolto in ”FIABE ITALIANE” i racconti popolari italiani, sul modello dei fratelli Grimm.

Come la fiaba può essere d’aiuto al bambino?

Il bambino che ascolta o racconta la fiaba partecipa con tutto se stesso alla storia, perché avverte, anche se non consapevolmente, che la storia lo riguarda. Ogni fiaba, infatti, attraverso le vicende del protagonista e degli altri personaggi, propone conflitti, emozioni o pulsioni che appartengono anche al mondo psichico interno del bambino.
Attraverso un processo di IDENTIFICAZIONE con i personaggi della fiaba, il bimbo riesce a vivere anche le situazioni conflittuali, angoscianti, ansiogene, ma alla fine si libera da tutti quei sentimenti con il lieto fine.
Inoltre nella fiaba troviamo sempre l’elemento della TRASGRESSIONE, che trascina il protagonista in sventurate vicende (es. Cappuccetto Rosso che disubbidisce alla mamma), ma che lo conduce poi alla TRASFORMAZIONE di sé (diventa più coraggioso, o più forte, più avveduto o più felice, più ricco o più potente): e la trasformazione è irrinunciabile elemento di evoluzione, in particolare durante l’infanzia. Perciò per i bimbi leggere o ascoltare o inventare una fiaba significa cercare le proprie profonde risorse evolutive, anche laddove vi siano difficoltà emotive o relazionali. E’ noto, infatti, l’utilizzo intensivo delle fiabe e, in generale, della narrazione nelle psicoterapie infantili: ciò è legato anche alla ricchezza simbolica dei contenuti fiabeschi.

Che consigli dare ai genitori?
Viene da sé che ai genitori è vivamente consigliato leggere le fiabe ai propri figli, spronarli ad inventarne di nuove o rappresentare le più note attraverso il gioco imitativo, le marionette , i burattini o i travestimenti più o meno improvvisati.
Può essere anche utile e ,oserei dire liberatorio, invitare il bambino a rappresentare tramite il disegno i momenti della fiaba che più l’hanno colpito o intrigato! E se poi notate che ci sono dei temi o dei personaggi all’interno della storia che sembra prediligere, divertitevi in biblioteca a cercare tutte le fiabe antiche e moderne che riportino ciò che il vostro bimbo ama tanto!
Un piccolo aiuto per inventare fiabe insieme ai vostri figli il gioco in scatola “INVENTA FIABA” con allegato il libro“giochiamo a raccontare” di claudia ferraroli, ed. la fabbrica dei segni, 2012

Leggi l'articolo originale su:
http://www.lecconotizie.com/rubriche/caleidoscopio/la-fiaba-e-il-bambino-122063/

Alle primarie di Lecco due incontri del Servizio Affidi Provinciale

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Tre fiabe per parlare di affido
Una iniziativa realizzata nelle scuole primarie della città di Lecco per chiedere di entrare in punta di piedi a parlare di un argomento delicato e importante: l’affido familiare.
Oggi sempre più famiglie rischiano di vivere momenti transitori di difficoltà, in cui è difficile riuscire a garantire al proprio figlio un’esistenza serena.
Ecco allora la proposta dell’affido, di una famiglia di sostegno per quella originaria, che possa affiancarsi (ma non sostituirsi) con intelligenza. Da qui nasce l’importanza di sensibilizzare la società partendo proprio dai bambini, che sono soggetti fondamentali per veicolare messaggi di solidarietà all’interno delle famiglie.
A Lecco, le scuole primarie di San Giovanni, Bonacina, Laorca e Malnago grazie alla prof.ssa Maria Castellano e alla collaborazione preziosa delle insegnanti, sono state le prime ad aprire le porte a questa iniziativa.
Nei mesi di Aprile/Maggio Giovanna Esposito e Patrizia Panzeri, assistente sociale ed educatrice del Servizio Affidi Provinciale, hanno realizzato alcuni laboratori di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza, con gli alunni delle seconde elementari, accompagnati dalle insegnanti.
Tre sono state le fiabe utilizzate per far conoscere l’affido ai bambini. “Una vice-mamma per la principessa Martina”: un racconto molto ben pensato, capace di coinvolgere i bambini e con terminologia accessibile per raggiungere l’obiettivo di trasmettere messaggi importanti. Dopo la lettura della fiaba, gli alunni hanno ben rappresentato con i loro disegni i passi principali della storia e gli aspetti da cui erano risultati maggiormente colpiti. Gli operatori del Servizio Affidi, quindi, hanno spiegato in parole semplici che cosa significhi l’affido, precisando che ciascuno può diventare per un certo periodo di tempo vice-mamma, vice-papà o anche vice-fratello.
Fuochetto”: una storia che intende far conoscere la possibilità per i bambini di essere accolti temporaneamente presso altre famiglie quando la loro è in difficoltà. Più in generale il testo vuole suggerire l’idea che tutti possono avere bisogno di aiuto ed è possibile trovare chi ti può aiutare fino alla soluzione del problema.

Ecco il testo della lettera che hanno prodotto i bambini dopo la lettura della storia:
“Caro Fuochetto
Ti volevano accogliere tante famiglie ma solo una poteva.
I piccoli della famiglia Roccia hanno fatto amicizia con te.
Tutti ti hanno amato con amore.
La famiglia Sole ti ha curato per un po’ di tempo.
La famiglia Tuono ti ha regalato del tempo con gioia mentre aspettavi la tua famiglia e ti ha offerto del tempo per abituarti alla nuova casa.
La famiglia Ferro ti ha aiutato quando hai avuto bisogno, soprattutto quando eri solo.
Giocare con i sassetti ti ha reso felice.
E infine ti hanno fatto spazio nella sua casa la famiglia Luce perché la luce scaldava il fuoco.
E alla fine tutte le famiglie ti hanno salutato con un caloroso abbraccio”.

Il libro gioco dal titolo “Alina e un bambino da accogliere” scritto da Claudia Ferraroli, un’autrice di testi per l’infanzia con esperienza di affido, in collaborazione con gli operatori della cooperativa sociale IL TALENTO, ente gestore del Servizio Affidi Provinciale. Un testo pensato per comunicare ai bambini l’esperienza di affido e che mette a tema il primo giorno di conoscenza con la nuova famiglia.
La giornata viene scandita, oltre che dalle attività tipiche della famiglia, anche dai sentimenti che animano i figli naturali che si trovano ad affrontare l’esperienza dell’affido.
La conclusione del libro prevede il gioco di sistemare i mobili ed oggetti, colorandoli, nella nuova stanza di Cristian, il bambino protagonista della storia, per far si che l’accoglienza sia completa e calorosa. Un modo per far riflettere i bambini sull’accoglienza facendoli divertire e contemporaneamente sperimentare la creatività.
Tante anche in questo caso le domande, che hanno messo in mostra attenzione e interesse all’argomento: qualcuno ha affermato che “vorrebbe stare con i propri genitori anche in caso di grossa difficoltà”, altri hanno ammesso che “sarebbero gelosi di vedere di vedere la propria mamma dare affetto a un altro bambino”, altri invece ne sarebbero contenti.
Ma quasi tutti si vedrebbero disponibili ad aiutare un altro bambino bisognoso dell’affetto provvisorio di una famiglia.
A conclusione dei diversi laboratori è stato realizzato un incontro con i genitori con i quali i bambini avevano già potuto dialogare a riguardo del tema dell’affido e dell’accoglienza grazie. Il dialogo in famiglia è stato facilitato dal materiale didattico prodotto a scuola al termine del laboratorio. Questa fase conclusiva della proposta ha così permesso di sensibilizzare l’intera famiglia su aspetti importanti della solidarietà familiare tra famiglie.
L’auspicio è che anche altre scuole del territorio possano accogliere la proposta elaborata dal Servizio Affidi Provinciale, aprendosi all’iniziativa di collaborare alla realizzazione dei laboratori educativo-didattici nelle loro classi.
La partecipazione appassionata delle insegnanti, che ringraziamo sentitamente, ha concorso alla buona riuscita dell’iniziativa.

Leggi l'articolo originale su:
http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=889#

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