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GiroGiroTondo - La recensione di Liliana Sghettini su Il giardino di Aita e Baba

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Cari amici oggi vorrei parlarvi di un progetto che si chiama “I colori del legame” voluto dalla cooperativa sociale di Lecco Il Talento e curato da Claudia Ferraroli, scrittrice ed illustratrice che già conosciamo dal libro “Ti e Spinetta”, in collaborazione con alcune operatrici direttamente impegnate sul campo.
E' un progetto meritevole di attenzione e mi piacerebbe si potesse, anche grazie a questo mio piccolo contributo, conoscere e diffondere sul territorio nazionale.
Sto parlando dell'affido omoculturale un'iniziativa che vede bambini e ragazzi stranieri ospitati, sul nostro territorio, da famiglie della loro stessa nazionalità già ben inserite nel contesto sociale. Consente quindi di trovare un ambiente affidatario simile a quello della famiglia di origine, sia dal punto di vista culturale che linguistico e religioso.
Il progetto “I colori del legame” ha previsto in sua testimonianza, la realizzazione di una collana curata da La fabbrica dei Segni, editore molto attento alle tematiche sociali e dell'infanzia e proposti in doppia lingua.

In questa occasione vorrei proporvi una favola scritta in italiano e francese dal titolo “Il giardino di Aita e Baba”.
Aita è una madre affidataria, e come si apprende all'inizio della storia, nelle comunità dell'Africa occidentale accade spesso che gli adulti contribuiscano tutti alla crescita dei bambini, ed è per questo che i due protagonisti, Maguette e Mamadou la chiamano mamma. Si dice infatti che “ci vuole un villaggio per crescere un bambino”.
Durante il loro soggiorno i due piccoli chiederanno a mamma Aita come mai al loro arrivo in Italia non siano stati piantati, come accade nella loro terra d'origine, dei piccoli alberi di baobab e così noi, cari lettori, verremo a conoscenza di una bellissima leggenda.
Si narra che “il sapere è un tronco di baobab. Una sola persona non può abbracciarlo...”. Questo è il ritornello di una nenia cantata dal Griot, cantastorie africano che si reca di di villaggio in villaggio, per raccontare le vicende di Bui, bambino forte e robusto ma anche vivace e molto generoso che da adulto, diviene riferimento per tutta la sua comunità. Bui, si narra che avesse trascorso molto tempo sotto un baobab del suo villaggio ad osservare il comportamento delle scimmie e per questo fosse diventato esperto e saggio al punto da poter aiutare tutti gli altri abitanti.
Dopo una vita trascorsa al servizio della comunità Bui, molto anziano, muore e viene seppellito sotto il baobab, dove ha trascorso praticamente tutta la sua esistenza. Si racconta che, da quel momento in poi, fosse stata inaugurata una nuova tradizione secondo la quale ad ogni fioritura del baobab tutti gli abitanti del villaggio andavano a rendere omaggio al saggio Bui e in occasione di ogni nuova nascita si dovesse piantare un piccolo baobab.
Ma come risponderà mamma Aita ai suoi bambini per spiegare loro questa leggenda?
E sopratutto come vivranno la loro esperienza in Italia, paese così “diverso” da quello delle loro origini dove non è certamente possibile piantare e far sopravvivere un baobab?

copertina il giardino di aita e baba


Il giardino di Aita e Baba” è una storia che ho apprezzato in modo particolare per i riferimenti a questo albero maestoso che assume un valore simbolico molto forte per le popolazioni dell'Africa e dell'Australia, dove cresce, ma che risulta anche evocativo di nostre tradizioni seppur legate ad alberi di altra specie ma di altrettanta grandezza.
Ho amato questo racconto perché si parla di radici, di forza, di condivisione, di solidarietà, comunione e fratellanza.
E' evidente che, quali che siano i colori e le ambientazioni di una storia, i valori veri della vita restano gli stessi e sono in grado di rendere vicine le persone e creare legami solidi tra i popoli.

Mi preme segnalare altre due storie di questa bellissima collana che consiglio vivamente. si tratta di “Dov'è finito Karim?”, proposto in italiano ed arabo, e “Anitchè” anch'esso in italiano e francese.
Un sentito ringraziamento a tutti gli operatori della cooperativa sociale Il Talento per il loro impegno quotidiano, alla brava Claudia Ferraroli, autrice di grande sensibilità ed all'editore Fabbrica dei Segni.

FONTE:
http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2016/01/girogirotondo-le-recensioni-di-liliana_30.html

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