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Alle primarie di Lecco due incontri del Servizio Affidi Provinciale

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Tre fiabe per parlare di affido
Una iniziativa realizzata nelle scuole primarie della città di Lecco per chiedere di entrare in punta di piedi a parlare di un argomento delicato e importante: l’affido familiare.
Oggi sempre più famiglie rischiano di vivere momenti transitori di difficoltà, in cui è difficile riuscire a garantire al proprio figlio un’esistenza serena.
Ecco allora la proposta dell’affido, di una famiglia di sostegno per quella originaria, che possa affiancarsi (ma non sostituirsi) con intelligenza. Da qui nasce l’importanza di sensibilizzare la società partendo proprio dai bambini, che sono soggetti fondamentali per veicolare messaggi di solidarietà all’interno delle famiglie.
A Lecco, le scuole primarie di San Giovanni, Bonacina, Laorca e Malnago grazie alla prof.ssa Maria Castellano e alla collaborazione preziosa delle insegnanti, sono state le prime ad aprire le porte a questa iniziativa.
Nei mesi di Aprile/Maggio Giovanna Esposito e Patrizia Panzeri, assistente sociale ed educatrice del Servizio Affidi Provinciale, hanno realizzato alcuni laboratori di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza, con gli alunni delle seconde elementari, accompagnati dalle insegnanti.
Tre sono state le fiabe utilizzate per far conoscere l’affido ai bambini. “Una vice-mamma per la principessa Martina”: un racconto molto ben pensato, capace di coinvolgere i bambini e con terminologia accessibile per raggiungere l’obiettivo di trasmettere messaggi importanti. Dopo la lettura della fiaba, gli alunni hanno ben rappresentato con i loro disegni i passi principali della storia e gli aspetti da cui erano risultati maggiormente colpiti. Gli operatori del Servizio Affidi, quindi, hanno spiegato in parole semplici che cosa significhi l’affido, precisando che ciascuno può diventare per un certo periodo di tempo vice-mamma, vice-papà o anche vice-fratello.
Fuochetto”: una storia che intende far conoscere la possibilità per i bambini di essere accolti temporaneamente presso altre famiglie quando la loro è in difficoltà. Più in generale il testo vuole suggerire l’idea che tutti possono avere bisogno di aiuto ed è possibile trovare chi ti può aiutare fino alla soluzione del problema.

Ecco il testo della lettera che hanno prodotto i bambini dopo la lettura della storia:
“Caro Fuochetto
Ti volevano accogliere tante famiglie ma solo una poteva.
I piccoli della famiglia Roccia hanno fatto amicizia con te.
Tutti ti hanno amato con amore.
La famiglia Sole ti ha curato per un po’ di tempo.
La famiglia Tuono ti ha regalato del tempo con gioia mentre aspettavi la tua famiglia e ti ha offerto del tempo per abituarti alla nuova casa.
La famiglia Ferro ti ha aiutato quando hai avuto bisogno, soprattutto quando eri solo.
Giocare con i sassetti ti ha reso felice.
E infine ti hanno fatto spazio nella sua casa la famiglia Luce perché la luce scaldava il fuoco.
E alla fine tutte le famiglie ti hanno salutato con un caloroso abbraccio”.

Il libro gioco dal titolo “Alina e un bambino da accogliere” scritto da Claudia Ferraroli, un’autrice di testi per l’infanzia con esperienza di affido, in collaborazione con gli operatori della cooperativa sociale IL TALENTO, ente gestore del Servizio Affidi Provinciale. Un testo pensato per comunicare ai bambini l’esperienza di affido e che mette a tema il primo giorno di conoscenza con la nuova famiglia.
La giornata viene scandita, oltre che dalle attività tipiche della famiglia, anche dai sentimenti che animano i figli naturali che si trovano ad affrontare l’esperienza dell’affido.
La conclusione del libro prevede il gioco di sistemare i mobili ed oggetti, colorandoli, nella nuova stanza di Cristian, il bambino protagonista della storia, per far si che l’accoglienza sia completa e calorosa. Un modo per far riflettere i bambini sull’accoglienza facendoli divertire e contemporaneamente sperimentare la creatività.
Tante anche in questo caso le domande, che hanno messo in mostra attenzione e interesse all’argomento: qualcuno ha affermato che “vorrebbe stare con i propri genitori anche in caso di grossa difficoltà”, altri hanno ammesso che “sarebbero gelosi di vedere di vedere la propria mamma dare affetto a un altro bambino”, altri invece ne sarebbero contenti.
Ma quasi tutti si vedrebbero disponibili ad aiutare un altro bambino bisognoso dell’affetto provvisorio di una famiglia.
A conclusione dei diversi laboratori è stato realizzato un incontro con i genitori con i quali i bambini avevano già potuto dialogare a riguardo del tema dell’affido e dell’accoglienza grazie. Il dialogo in famiglia è stato facilitato dal materiale didattico prodotto a scuola al termine del laboratorio. Questa fase conclusiva della proposta ha così permesso di sensibilizzare l’intera famiglia su aspetti importanti della solidarietà familiare tra famiglie.
L’auspicio è che anche altre scuole del territorio possano accogliere la proposta elaborata dal Servizio Affidi Provinciale, aprendosi all’iniziativa di collaborare alla realizzazione dei laboratori educativo-didattici nelle loro classi.
La partecipazione appassionata delle insegnanti, che ringraziamo sentitamente, ha concorso alla buona riuscita dell’iniziativa.

Leggi l'articolo originale su:
http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=889#

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